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Purea di albicocche

Sempre più spesso ci viene chiesto qual è il modo migliore per ammostare la frutta - e dato che poi non è così difficile abbiamo deciso di spiegare il procedimento con l’ausilio di alcune foto.



Albicocche

La raccolta

In questo caso ammostiamo albicocche, ma in teoria possono essere trattate allo stesso modo tutti i tipi di frutta. Per prima cosa si procede alla raccolta di frutta fresca e ben matura. I frutti non ancora maturi possono restare sull’albero



Il momento giusto

Le prime ore del mattino o le ultime del pomeriggio sono le migliori per la raccolta, l’aroma è al suo apice. Abbiamo scelto il tardo pomeriggio, anche perché i frutti sono un po’ più caldi e così la purea inizia a fermentare più velocemente.



La frutta caduta

Si può usare anche la frutta già caduta dall’albero, ma si deve lasciare quella che non ha più un bell’aspetto, che inizia a marcire o è già stata attaccata dagli insetti.



Regola numero 1

Regola numero 1: solo da frutta pregiata si ottiene un distillato eccellente.
La selezione deve essere accurata, solo il meglio!



21,6 chili

Nell’esempio qui riportato abbiamo raccolto 21,6 chili di albicocche – e per sapere come continua seguiteci nella prossima pagina...



Lavaggio frutta

Lavare la frutta con acqua limpida. Se la frutta è particolarmente succosa, come le fragole per esempio, forse è meglio rinunciare al lavaggio per non perdere del succo prezioso e gustoso.



Lasciar asciugare

Dopo il lavaggio, ricollocare la frutta nella cassetta e far sgocciolare completamente l’acqua.



Togliere il nocciolo

Se la frutta ha il nocciolo, toglierlo, perché contiene acido cianidrico velenoso che dà al distillato un gusto amaro. In alcune acquaviti (per es. di prugne/slivoviz) questo gusto amarognolo può essere addirittura desiderato. Alle nostre albicocche però togliamo il nocciolo.



Tagliare la frutta

E già che ci siamo tagliamo la frutta a pezzetti. Si risparmia tempo se si schiaccia semplicemente la frutta con le mani e se ne estrae il nocciolo. Un tempo, con le grandi quantità si usavano i piedi (puliti ovviamente), al giorno d’oggi invece sono disponibili in commercio macchine apposite per togliere il nocciolo e sminuzzare la frutta.



Zerdrücken und entkernen.

Spiaccicare, intrugliare

Per gli amatori tutto questo non è necessario e sicuramente è più divertente spiaccicare, intrugliare, sguazzare e pigiare.



Immagazzinare

Questo è il nostro contenitore per la fermentazione. Preferiamo il pallone di vetro anche se hanno il collo sottile che è un po’ difficile da riempire. In alternativa si possono usare altri tipi di contenitori, l’importante è che siano adatti agli alimenti e resistenti agli acidi.



Controllo del PH

Adesso controlliamo il pH della purea, l’ideale è se è 3. Nel nostro caso il valore pH è 3,5 e decidiamo che va bene così, perché non è molto lontano dal valore ideale. Se la differenza dovesse essere maggiore può essere regolato per esempio con dell’acido lattico.



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Aggiungere acqua...

Non è così facile come pare, ma funziona. Per rendere il tutto più liquido, aggiungiamo 2-3 litri d’acqua. Dipende sempre dalla frutta. Con delle fragole ben succose non serve aggiungere acqua, mentre lo è con le nostre albicocche viscose.



Aggiungere il lievito...

Quando il pallone è riempito a metà aggiungiamo il nostro lievito, abbiamo scelto il tipo “Malaga”, e anche 10 grammi di nutriente per lievito. Per il resto preferiamo rinunciare ad aggiungere zucchero o altre sostanze ausiliarie perché preferiamo avere un distillato più naturale possibile.

Comunque è possibile aggiungere zucchero e accelerare la fermentazione con dei lieviti ad effetto rapido, noi però siamo soprattutto interessati a conservare l’aroma naturale piuttosto che ad aumentare la gradazione alcolica.



Agitare e mischiare

Il tutto deve essere adesso agitato e mischiato bene in modo che il lievito e il nutriente si distribuiscano correttamente. Preferiamo il pallone di vetro perché così si può vedere la purea che fermenta. Poi il pallone è comodo perché può essere alzato e agitato in modo da mischiare bene.



Collocare il gorgogliatore

In ultimo collochiamo il gorgogliatore sul pallone e lo riempiamo di acqua. I gas prodotti dalla fermentazione possono disperdersi e in base al tipo di gorgogliatore si può osservare anche il processo di dispersione. Nel tipo di gorgogliatore che abbiamo adottato noi il coperchio di plastica interno si solleva, i gas si disperdono e poi il coperchio si riabbassa. Il vantaggio di un gorgogliatore è dato soprattutto dal fatto che la purea non entra più in contatto con l’aria e di conseguenza nemmeno altre sostanze estranee.

Soprattutto all’inizio si dovrebbe muovere il pallone di quando in quando o addirittura agitare il tutto con forza.




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